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Special Issue 2017

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Durante l’autunno del 2014 la Liguria è stata interessata da vari eventi meteorici di rilievo che hanno causato fenomeni alluvionali e l’innesco di dissesti. La sera del 10 novembre 2014, in particolare, precipitazioni intense hanno interessato i bacini costieri prospicienti il golfo del Tigullio (Liguria centro-orientale) causando l’innesco di numerose frane superficiali e l’esondazione dei torrenti Rupinaro ed Entella, le cui acque hanno invaso il centro storico di Chiavari (GE). In questo studio
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L’individuazione delle aree di alimentazione delle sorgenti rappresenta un problema chiave dell’Idrogeologia. In tale contesto si inserisce questo studio sulle sorgenti della Conca di Acerno (Campania) che si basa sia su dati pregressi riguardanti le varie captazioni (l’ultima eseguita nel 1999), sia su indagini piezometriche, idrochimiche ed isotopiche (18O e 2H) condotte dagli Autori. Tutti questi dati hanno consentito di definire i vari aspetti connessi all’origine delle sorgenti e al loro bacino
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Nella giornata del 13 ottobre 2014, durante l’evento alluvionale che ha colpito la provincia di Parma, numerosi debris flows si sono verificati in Val Parma e in Val Baganza, in particolare lungo i versanti del Monte Cervellino, tra i comuni di Corniglio, Berceto e Langhirano. Nel versante orientale dell’Appennino settentrionale (cioè la porzione di Appennino incluso nella Regione Emilia-Romagna), i debris flows sono fenomeni generalmente considerati molto rari: l’inventario del dissesto della Region
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Nell’ambito del progetto KNOW (implementing the Knowledge of NitrOgen in groundWater), uno dei progetti di ricerca finanziati dalla Regione Sardegna per le finalità previste dalla Legge Regionale n. 7 del 2007, è stato condotto uno studio con l’obiettivo di migliorare le conoscenze di base sulle metodologie per la comprensione ed il monitoraggio delle dinamiche di trasferimento degli inquinanti nelle acque sotterranee. Obiettivo specifico è stato quello di fornire dei sistemi innovativi ed integrati
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Il 2014 in Liguria sarà ricordato come l’anno record di pioggia cumulata: in alta Val d’Aveto sono stati infatti superati 4000 mm. Il 9-10 ottobre è esondato il T. Bisagno a Genova e il T. Scrivia a Montoggio, il 10 novembre sono esondati i corsi d’acqua nel chiavarese, il 15 novembre numerosi corsi d’acqua tra Genova e Imperia. In questo contributo è stata fatta la ricostruzione dell’evento pluviometrico e analizzati gli effetti al suolo registrati con l’inondazione di Chiavari del 10 novem
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La contaminazione da nitrati delle acque, sia superficiali sia sotterranee, è un problema che coinvolge ormai da diversi decenni tutti i paesi industrializzati. Il passaggio dalle pratiche agricole tradizionali a forme di coltivazione intensive e lo sviluppo dell’industria chimica di sintesi ha, infatti, determinato la diffusione dell’utilizzo di concimi azotati e fertilizzanti. Le acque sotterranee, in particolare, per natura povere di azoto, per via del sovrasfruttamento a cui sono spesso sottoposte,
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Nuovi metodi di mappatura, basati principalmente su tecniche avanzate di telerilevamento, sia da piattaforma satellitare, aerea che terrestre, possono facilitare notevolmente la produzione e l’aggiornamento delle carte geomorfologiche dei fenomeni franosi. In letteratura è stato dimostrato come la combinazione di tali metodologie rappresenti la soluzione ottimale per la mappatura di fenomeni franosi caratterizzati da diverse tipologie di copertura e da una notevole estensione, ottimizzando i tempi del ri
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L’obiettivo del seguente lavoro è quello di descrivere l’applicazione di una metodologia di studio che utilizzi diversi tipi di dati: climatici, di occorrenza degli eventi di dissesto idrogeologico e di uso del suolo, col fine ultimo di mettere in evidenza e descrivere le relazioni esistenti tra variabilità climatica e variazioni di uso del suolo sull’occorrenza di eventi di dissesto idrogeologico, nel caso specifico di frane che abbiano causato danni alle persone o alle cose. La metodologia presen
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La stabilità dei versanti rocciosi rappresenta una tematica di rilevante interesse scientifico, poiché i fenomeni franosi che caratterizzano tali pendii sono annoverati tra i principali fattori di rischio naturale. In generale gli ammassi rocciosi sono assimilabili ad un mezzo discontinuo, la cui qualità geomeccanica è influenzata dalla presenza di discontinuità e dalle loro caratteristiche. Per questo motivo, il grado di fratturazione di un ammasso roccioso è l’oggetto principale di studio in caso
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Una gestione appropriata delle risorse idriche sotterranee richiede la delimitazione attorno ai pozzi per l’approvvigionamento idropotabile dell’area entro cui potenziali fonti di contaminazione possono ancora essere prevenute o attenuate. Quest’area è comunemente indicata come area di protezione o Well-Head Protecion Area (WHPA). Si parla inoltre di zona di ricarica, di zona di alimentazione o zona di contributo (Zone of Contribution o ZOC) per indicare la proiezione bidimensionale, sul terreno, del
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Questo lavoro presenta i risultati di una analisi geomorfologica integrata, relativa ad un grandioso movimento franoso complesso sito in Montebello sul Sangro (Abruzzo centrale - Italia). L’area in frana è situata sul corso del Torrente San Leo, un affluente del fiume Sangro, uno dei principali fiumi del versante adriatico del Centro Italia. Il bacino di San Leo è inclinato da SW a NE, con una altimetria variabile tra 900 m a 200 m s.l.m., ed è condizionato da un contesto geologico e geomorfologico com
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