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Special Issue 2011

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I fenomeni coinvolti in eventi alluvionali estremi sono complessi e la loro previsione è fortemente infl uenzata da un certo grado di incertezza, che rende la comunicazione degli stati di allarme molto difficile da realizzare. La promozione della percezione dei rischi naturali e il miglioramento della comunicazione degli allarmi, volti a ridurre le perdite di vite umane, diventa dunque quanto mai auspicabile. In questo lavoro viene esaminato il disastroso evento alluvionale che si è verificato il 19 giug
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In accordo con la consueta defi nizione, il rischio è dato dalla combinazione di Pericolosità, Esposizione e Vulnerabilità, e rappresenta il livello di danno complessivo associato ad un particolare evento che si può verifi care in una determinata area e con un prefissato tempo di ritorno. Coerentemente con questa defi nizione, una “analisi di rischio multihazard” è fondata su un approccio metodologico in grado di combinare gli effetti di vari e differenti eventi naturali che si possono verificare
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Poter disporre di dettagliati dati topografi ci è un requisito fondamentale per lo studio dell’ambiente fluviale sia in termini qualitativi che quantitativi. Infatti, i dati topografi ci forniti dalle tradizionali carte topografi che regionali sono spesso non sufficientemente accurati per consentire l’individuazione e la mappatura delle morfologie presenti mentre, a fronte di una maggiore accuratezza, i rilievi di terreno (teodolite, GPS), richiedono notevoli risorse temporali e finanziarie. Il LiDAR
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Lo studio analizza il fenomeno delle occlusioni d’alveo per frana (landslide dams) tramite un approccio quantitativo che consiste nell’implementazione di uno specifico modello ad automazione cellulare: CAESAR, un modello 2D sviluppato per simulare le evoluzioni morfologiche di un fiume nel suo bacino idrografico, che include il calcolo del battente idrico e una più dettagliata rappresentazione del trasporto dei sedimenti utilizzando granulometrie multiple. La modificazione del codice è stata introdott
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La nota propone un’analisi statistica e di sensitività su alcuni parametri che svolgono un ruolo di rilievo nel fenomeno delle occlusioni d’alveo per frana (landslide dams), intendendo, per “analisi di sensitività”, “... lo studio di come l’incertezza di un risultato, derivante da un modello matematico, può essere ripartita, qualitativamente o quantitativamente, tra le diverse sorgenti di incertezza in input al sede può essere utile ad un livello previsionale precedente, poiché riguarda la
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Oggi, sebbene le autorità preposte alla gestione del rischio naturale dispongano di piani di comunicazione modulari e istituzionalizzati, le prassi comunicative, durante tutti gli stadi della gestione del rischio, spesso risultano essere frammentate, prive di codici standardizzati e prive di una grammatica che le renda coerenti tra loro. Nella migliore delle ipotesi ciò produce una comunicazione del rischio inefficace. Nella peggiore delle ipotesi una comunicazione che non è in grado di avvalersi di un
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Questo lavoro analizza la “vulnerabilità sistemica” di un’area urbana complessa in occasione di un evento combinato di frana e di alluvione. La metodologia proposta differisce da quelle tradizionali basate su un approccio fisico, poichè si riferisce alla stima della “vulnerabilità sistemica” che misura le relazioni tra l’intensità degli eventi estremi e le conseguenze dirette e indirette di tali eventi sul sistema territoriale. La stima della vulnerabilità sistemica è basata sull’applic
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In generale, l’individuazione di aree sottoposte al pericolo di inondazione richiede la conoscenza dettagliata dell’area di studio (corso d’acqua ed aree di espansione delle piene), l’analisi idrologica e la modellazione idraulica. La stima del pericolo di inondazione è oggi agevolata da sistemi di rilievo che consentono di creare modelli digitali del terreno di estremo dettaglio (COBBY et alii, 2001), da modelli matematici sofisticati e da uno sviluppo hardware e software che garantisce sempre pi
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Viene riportato uno studio di dettaglio sull’arretramento di una sponda fluviale con l’obiettivo di indagare sui vantaggi e i limiti di una metodologia di alta risoluzione come la fotogrammetria terrestre e di quantifi care il materiale eroso da un tratto rappresentativo di sponda in arretramento in un intervallo temporale di circa 30 mesi. La sponda monitorata è localizzata lungo il corso del fiume Cecina (Toscana centrale, Italia). I depositi della sponda sono stati rilevati e sono state eseguite le
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