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Italian Journal of Engineering Geology and Environment, 2 (2012)
© Sapienza Università Editrice
www.ijege.uniroma1.it
DOI: 10.4408/IJEGE.2012-02.O-ED
IL DOPO TERREMOTO DELL’ITALIA CENTRALE
DEL 2009: RAPPORTI TRA IL MONDO DELLA RICER-
CA E LE ISTITUZIONI
Molto si è parlato in questi ultimi mesi della sentenza emessa dalla
Magistratura di L’Aquila (Italia) nel mese di ottobre 2012. I fatti sono
riferiti al comportamento tenuto dalla Commissione Grandi Rischi,
del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile italiano, in occasione
del terremoto che ha colpito l’Italia Centrale nel 2009 e, in particola-
re, la Città di L’Aquila. Nelle settimane che hanno preceduto la scossa
di Magnitudo Richter 5,9 del 6 aprile 2009, l’intera popolazione della
Città si era trovata a convivere con un’attività sismica caratterizzata
da continue scosse di terremoto, di medio-bassa intensità, che aveva
generato uno stato di forte preoccupazione e di paura. Al normale ruo-
lo di gestione scientifi ca dell’emergenza, il Dipartimento Nazionale di
Protezione Civile ha attribuito alla Commissione Grandi Rischi anche
il compito di “gestione del disagio”, attraverso l’emanazione di un au-
torevole messaggio capace di attenuare lo stato di paura presente nella
popolazione di L’Aquila. A seguito dell’evento disastroso del 6 aprile,
che ha distrutto il Centro storico della Città e provocato la morte di
oltre 300 persone la Magistratura, anche in relazione al contenuto del
messaggio emanato, ha aperto un’inchiesta che ha portato al processo
ed alla condanna, in primo grado di giudizio, di tutti i componenti della
Commissione Grandi Rischi. Tutti i più autorevoli giornali del mondo
hanno commentato la notizia ed espresso il loro giudizio. Molti, però,
hanno sposato la teoria della “Condanna per non aver saputo prevedere
l’arrivo del Sisma
”, evidenziando anche come questa sia una condan-
na alla Scienza. Alcuni giornali, con grande superfi cialità, hanno anche
richiamato alla memoria la condanna di Galileo da parte della Chiesa.
Noi non conosciamo ancora le motivazioni della sentenza e, come com-
ponenti del mondo della Ricerca, non possiamo commentare una così
severa ed importante decisione della Magistratura. Sappiamo tuttavia
che, per gli eventi che hanno un carattere aleatorio, la previsione è il
frutto di un’analisi statistico probabilistica, molto accurata, che consen-
te di conoscere in un’area la probabilità o frequenza di accadimento,
modulata in funzione della severità dell’evento stesso. Ciò consente,
con accertata signifi catività, di pianifi care la destinazione d’uso del
territorio e le conseguenti azioni antropiche, realizzando le attività di
prevenzione
che rappresentano l’unico strumento in grado di mitigare il
rischio sismico. Il mondo scientifi co ha da sempre ribadito che la previ-
di / by
PROF
. A
LBERTO
P
RESTININZI
Scientifi c Editor-in-Chief
Director of CERI Research Center on “Prediction, Prevention and Mitigation of Geological Risks”
EDITORIALE
LEADER
IN THE AFTERMATH OF THE 2009 EARTHQUAKE IN
CENTRAL ITALY: RELATIONS BETWEEN THE RE-
SEARCH COMMUNITY AND PUBLIC INSTITUTIONS
In the past few months, there has been a hot debate on the ver-
dict rendered by the Court of L’Aquila (Italy) in October 2012. The
facts of the case revolve around the behaviour of the Major Risks
Commission of Italy’s Civil Protection Agency on the occasion of
the earthquake which hit central Italy and, in particular, the city of
L’Aquila in 2009. In the weeks preceding the event of 6 April 2009
(magnitude 5.9 on Richter scale), the city had experienced continu-
ous seismic tremors of average-low level, which had sparked deep
concern and fear among the residents. The Major Risks Commis-
sion had, among others, the task of managing “the concerns of the
local community
”, by issuing an authoritative message capable of
dispelling fears. The catastrophic event of 6 April 2009 destroyed
the city’s historical centre, causing over 300 casualties. The pros-
ecutors of L’Aquila opened an investigation, which led to the 1
st
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instance trial and subsequent conviction of all the members of the
Major Risks Commission. All of the most authoritative newspapers
reported the news, expressing their opinions. However, many em-
braced the theory that the members of the Commission had been
“convicted for failing to predict the earthquake”, stressing that
science itself had been put on trial. Some papers hastily recalled
the conviction of Galileo by the Church. We do not yet know the
grounds of the verdict and, as members of the research community,
we cannot comment about such a serious ruling by the Court. Nev-
ertheless, we know that the prediction of random events is the result
of a painstaking statistical probability analysis. This analysis makes
it possible to assess the probability or frequency of occurrence vs.
severity and impact of a given event and, consequently, to plan land
uses, human and industrial settlements. In other words, we can plan
prevention activities - the only way to mitigate seismic risks. The
scientifi c community has always reiterated that, today, it is impos-
sible to predict the time of occurrence of events in a given area.
Equally impossible is to predict a destructive event or a progres-
sive magnitude reduction (with seismic activity attenuation) within
a seismic sequence, such as the one taking place in the months prior
to the L’Aquila earthquake of 6 April 2009. The latter aspect has not
been adequately debated. Hence, the L’Aquila verdict should be set
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in the above context and this will be done only after knowing the
details and grounds of the ruling. By contrast, newspapers and sci-
entifi c journals have disregarded this approach, raising many doubts
not only about the harshness of the infl icted penalty, but also about
the effects that it may have on future relations between the scientifi c
community and public institutions and, in particular, on the con-
tribution that researchers and scientists may provide to developing
activities of prediction and prevention of geological risks.
We hope that we will be able to help change the general opinion
that reducing the events or - as in the case of earthquakes – that
predicting them may mitigate the related risks. We will relentlessly
emphasise that the only way to radically cut the cost of geological
risks is prevention.
sione temporale degli eventi in un’area, e in particolare quelli sismici,
non è ad oggi possibile, come non è possibile prevedere se all’interno
di una sequenza sismica, come quella presente nell’area nei mesi pre-
cedenti l’evento del 6 aprile della Città di L’Aquila, vi possa essere
un evento distruttivo o una progressiva riduzione della Magnitudo, con
attenuazione dell’attività sismica. Quest’ultimo aspetto non è stato suf-
fi cientemente discusso. E’ in tale quadro deve essere considerata la sen-
tenza, e questo potrà essere fatto quando saranno disponibili i dettagli e
le motivazioni. Invece, Giornali e Riviste scientifi che hanno trascurato
di seguire questa impostazione, sollevando molte perplessità, non solo
sulla durezza della condanna, ma sugli effetti che questa sentenza può
avere sui futuri rapporti tra il mondo scientifi co e le istituzioni e, in par-
ticolare, sul contributo che ricercatori e scienziati potranno fornire nello
sviluppo delle attività di previsione e prevenzione dei rischi geologici.
Nella speranza di contribuire a modifi care gli orientamenti generali
che sono quelli che ipotizzano come la riduzione dei rischi potrà essere
ottenuta attraverso la riduzione degli eventi o, come nel caso dei terre-
moti, attraverso la loro previsione, noi continueremo a ribadire che solo
la prevenzione potrà ridurre drasticamente il costo dei rischi geologici.
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