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Italian Journal of Engineering Geology and Environment, 2 (2011)
© Casa Editrice Università La Sapienza
www.ijege.uniroma1.it
L’illusione dei cambiamenti climatici e le responsabilità verso le
nuove generazioni per la mancata prevenzione dei rischi naturali
I nostri interventi a commento dei disastrosi effetti provocati dalle al-
luvioni, che periodicamente interessano il nostro pianeta e, in particolare,
il territorio italiano, ci costringono ancora una volta a richiamare l’atten-
zione sulla crescente azione, soprattutto dei media che tende a mitizzare
i cambiamenti climatici, attribuendo a tale ipotesi il crescente livello di
danno provocato da frane ed esondazioni. A queste “superfi ciali” affer-
mazioni dobbiamo rispondere ricordando che il Rischio, ovvero il costo
dei danni connessi ad eventi naturali, è il risultato dell’interazione tra gli
eventi naturali e la presenza sul territorio di attività antropiche, come ope-
re, infrastrutture ed attività economiche, senza le quali il Rischio sarebbe
sempre nullo. La resa e la rassegnazione delle popolazioni a tutto ciò è
da connettere alla diffusa tendenza a costruire l’equazione “variazioni del
regime degli eventi pluviometrici = rischio idrogeologico”, attribuendo
quindi ai così detti sconvolgimenti climatici una diretta responsabilità
dell’aumento di danni economici e perdite di vite umane: l’occupazione
senza soluzione di continuità di aree ad elevata pericolosità, dei continui
condoni e la rassegnazione di veder sorgere nuovi insediamenti, o infra-
strutture, senza un’adeguata pianifi cazione territoriale, costituiscono la
vera causa di questo esponenziale aumento del Rischio idrogeologico.
Senza entrare nel merito delle preziose e importanti ricerche che
si svolgono in tutto il mondo, sul tema “cambiamenti climatici” (ri-
cerche sulle quali esistono anche numerose polemiche e denunce di
falsifi cazione dei dati - M
ONTFORD
, 2010
1
) è fondamentale richiamare
l’attenzione su questa pericolosa tendenza, che tende ad attribuire ai
fantomatici cambiamenti climatici le perdite di risorse e di vite umane.
Viceversa, è la mancata prevenzione, intesa come corretta pianifi cazio-
ne territoriale defi nita sulla base dei reali livelli di pericolosità idroge-
ologica la vera responsabile dei danni. Senza questa corretta interpre-
tazione, si rischia di costruire una realtà virtuale e fornire un alibi a chi
deve programmare le attività di prevenzione. Ulteriori ritardi su questo
piano devono essere denunciate in modo da defi nire precise responsa-
bilità, non solo morali, nei confronti delle popolazioni e, in particolare,
dei giovani che saranno costretti a convivere con un ambiente sempre
più degradato e povero di risorse.
1 M
ONTEFORD
A.W. (2010) - The hockey stick illusion. Climategate and the Corruption
of Science. Stacey International. London, UK.
di / by
PROF
. A
LBERTO
P
RESTININZI
Scientifi c Editor-in-Chief
Director of CERI Research Center on “Prediction, Prevention and Mitigation of Geological Risks”
EDITORIALE
LEADER
The illusion of climate change and the responsibilities to-
wards new generations for failure to prevent natural risks
On many occasions, we stressed the catastrophic effects of the
fl oods, which periodically hit our planet and, in particular, Italy.
Once again, we have to emphasise the growing tendency, especially
among the media, to mythicise climate change and to correlate it
with the increasing level of damage caused by fl oods. We have to
refute these superfi cial arguments and recall that the risk (the cost
of the damage induced by natural events) results from the interac-
tion between natural events and human activities: structures, infra-
structures and economic activities. Without these activities, the risk
would be equal to zero. Populations’ attitudes of passive acquies-
cence and surrender to all this depend on the widespread tendency
to build the “change of precipitation pattern = hydrogeological risk”
equation and, thus, to point to climate change as the causal factor
of the increasing damage to property and losses of human lives:
persistent occupancy of highly hazardous areas, continuous pardons
of illegal construction, passive attitude to new settlements or infra-
structures without adequate land planning are the real root causes of
this exponential rise of the hydrogeological risk.
We will not dwell on the valuable research studies on climate
change being conducted all over the world (and on the related po-
lemics and reports of data falsifi cation – M
ONTFORD
, 2010
1
). We
will, instead, highlight the dangerous tendency to attribute the loss
of economic resources and human lives to the mysterious climate
change. The real culprit is the lack of prevention, i.e. the lack of
careful land planning based on actual levels of hydrogeological haz-
ard. Without this correct interpretation, we run the risk of creating
a virtual reality and providing pretexts to those who have to plan
prevention activities. Further delays in doing this must be publicly
denounced, in order to identify moral and other responsibilities to-
wards populations and, in particular, towards young people, who
will have to live in an environment more and more deteriorated and
depleted of resources.
Our data suggest that the distribution and intensity of precipita-
tion, albeit variable over time, do not show signifi cant changes. By
1 M
ONTEFORD
A.W. (2010) - The hockey stick illusion. Climategate and the Corruption
of Science. Stacey International. London, UK
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way of example, we report the data of the most severe events which
hit two highly critical areas of Italy: the area of Genoa-northern
Italy (Fig. 1a) and the Tyrrhenian-Ionian area, extending from Ba-
gnara Calabra to Messina-southern Italy (Fig. 1b). These data con-
fi rm that, historically, yearly precipitation and intensity - assumed
for the events causing the most substantial damage - have not evi-
denced major changes in the investigated time interval. Conversely,
environmental changes owing to intense urbanisation of areas with
high levels of hydrogeological hazard (valley fl oors, coastal and
fl uvial areas) have disrupted catchment areas (ensuring the natural
discharge of meteoric waters), making them highly vulnerable. The
cases of forcing rivers into culverts in the city of Genoa (e.g. the
Bisagno river) or the artifi cial shaping of river beds in the area of
the Tyrrhenian Calabria and of Messina, together with the extensive
urbanisation of fl uvial areas are all too well known and the true
causes of the disasters recorded every year in these areas. All this
boils down to lack of prevention.
On this issue, we repeatedly urged the research and media com-
munities - having the institutional task to communicate correct in-
formation - to establish a strong interaction, a new alliance between
them, with a view to favouring the creation of a common front be-
tween citizens and responsible institutional parties.
I dati in nostro possesso indicano che la distribuzione ed il regime
delle piogge, pur nella loro variabilità temporale, non mostrano cambia-
menti signifi cativi. In particolare, ed a titolo esemplifi cativo, riportiamo
i dati relativi agli eventi di maggiore criticità che hanno interessato due
aree ad elevata criticità della penisola italiana: l’area di Genova-Nord
Italia (Fig. 1a), e l’area tirrenico-jonica, compresa tra Bagnara Calabra
e Messina- Sud Italia (Fig. 1b). I dati confermano che storicamente le
quantità di pioggia annua e le relative intensità, assunte per gli even-
ti che hanno provocato maggiori danni, non evidenziano signifi cativi
cambiamenti per l’intervallo di tempo considerato. Viceversa, la modi-
fi cazioni ambientali connesse alla intensa urbanizzazione delle aree ad
alta pericolosità idrogeologica, di fondo valle, costiere e di pertinenza
fl uviale, hanno totalmente sconvolto il naturale reticolo idrografi co che
garantiva il naturale smaltimento delle acque meteoriche, e reso tali aree
altamente vulnerabili. Sono note le cementifi cazioni dei Fiumi della Cit-
ta di Genova, come il Bisagno, o le modifi cazioni delle sezioni idrauli-
che dei corsi d’acqua nell’area della Calabria tirrenica e di Messina che,
insieme alla estesa urbanizzazione delle pertinenze fl uviali costituisco-
no la vera causa de disastri che annualmente si registrano in tali aree.
Tutto ciò ha un termine ben conosciuto: mancata prevenzione.
Su tale tema abbiamo più volte sollecitato una forte interazione,
una nuova alleanza, tra il mondo della ricerca e quello dei media che,
per dovere istituzionale, hanno il compito di trasferire corrette infor-
mazioni, favorendo in tal modo la formazione di un fronte unico tra
cittadini e responsabili istituzionali.
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Fig.
1 - Precipitazioni annue (mm) e relativa intensità
(mm/h) per gli eventi di maggiore criticità per a)
l’area di Genova e b) l’area di Messina
- Annual precipitation (mm) and intensity (mm/h) for
the critical events causing the most damages in a)
Genoa area and b) Messina area
a)
b)
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