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Italian Journal of Engineering Geology and Environment, 2 (2014)
© Sapienza Università Editrice
www.ijege.uniroma1.it
DOI: 10.4408/IJEGE.2014-02.O-ED
Alcune riflessioni sul corretto equilibrio tra “Libertà di
ricerca e corretto sviluppo della Ricerca Applicata”
Gli eventi geologici catastrofici che accadono giornalmente nel
mondo e la straordinaria capacità del sistema di comunicazione di
trasferire in “real time” le informazioni e le loro immagini in tutti
i punti del pianeta, ci impongono di fare ancora una volta qualche
riflessione su questo argomento.
Il “Climate Change e il Global Warming” condizionano sem-
pre di più le politiche degli Stati e, in particolare, le scelte energeti-
che delle aree del mondo ad economia avanzata. Questo tema, del
resto, trova sempre maggiore spazio nei media ed è presente nelle
prime pagine dei giornali, dove sono spesso annunciati “scenari
catastrofici”. A tale riguardo è sufficiente ricordare come alla me-
dia latitudine, nelle stagioni calde, la misura per qualche giorno di
temperature prossime ai 40°C produca allarme per la “imminente
desertificazione” delle aree meridionali mentre, se la temperatura
scende verso valori prossimi a 0°C, e cade della neve in città come
Tunisi, Instambul o nel Sud Italia, si inizi a parlare di “nuova e
prossima glaciazione”.
In un Paese come l’Italia, caratterizzato da elevati livelli di
rischio naturale, (frane inondazioni, erosione costiera, ecc.) le
ipotesi che portano alla costruzione dell’equazione “aumento dei
danni e dei morti a seguito di eventi geologici naturali =
“Global
Warmin-crisi climatiche” rischiano di creare forte disagio a quanti
si battono per definire quelle corrette azioni, politiche e culturali,
di mitigazione dei rischi basate sull’azione congiunta previsione-
prevenzione-pianificazione.
Il mondo della Ricerca è fortemente impegnato sul tema Cli-
mate Change sia per chiarire l’eventuale impatto che gli scenari
ipotizzati avrebbero sul quadro socio economico e sociale, sia per
eliminare la forte incertezza che i modelli via via proposti presenta-
no. A tale riguardo, basti ricordare le polemiche e il dibattito susci-
tato dai report, ma anche dai contrasti interni, della Commissione
Intergovernmental Panel on Climate Change.
Senza aprire un nuovo fronte di polemiche, una forte preoc-
cupazione sorge in tutti coloro che studiano gli effetti degli eventi
geologici naturali, quali frane, terremoti, tsunami, inondazioni, ero-
di / by
prof
. a
lberto
p
reStininzi
Scientific Editor-in-Chief
EDITORIALE
LEADER
Points to Ponder about the Right Balance between
Freedom of Research and Correct Development of Ap-
plied Research
The geological disasters that daily occur in the world, as
well as the outstanding capability of the communication system
to disseminate their data and images in real time to all parts of
the globe, make it imperative, once again, to make a few points
about this theme.
Climate change and global warming have a growing im-
pact on the policies of nations and, in particular, on the energy
choices of the most advanced economies. This issue is increas-
ingly echoed by the media and makes the headlines of papers,
where “catastrophic scenarios” are often announced. It would
suffice to say that, at average latitudes and in warm seasons,
temperatures of about 40°C for a few days spark alarm about the
“impending desertification” of southern areas, whereas if tem-
peratures drop towards 0°C and snow falls on cities like Tunis,
Istanbul or on southern Italy, people start speaking of the “next
new glaciation”.
In a country like Italy, having high natural risks (landslides,
floods, coastal erosion, etc.), the assumptions that underlie the
equation increased damage and casualties due to natural geo-
logical events = global warming - climate crises
may induce
deep concerns among those who advocate correct political and
cultural measures to mitigate risks, based on a joint prediction-
prevention-planning action.
The research community is strongly engaged in the climate
change issue, both to clarify the possible socio-economic and
social impact of the assumed scenarios and to dispel the con-
siderable uncertainty of the models that are proposed from time
to time. In this regard, it is worth mentioning the polemics and
debate aroused by the report, but also the internal conflicts of
the Intergovernmental Panel on Climate Change.
Without opening new polemics, all those investigating
the effects of natural geological events (e.g. landslides, earth-
quakes, tsunamis, floods, coastal erosion, etc.) are deeply con-
cerned not about the fact that climate change studies are on the
agenda of the research community, but about the often emerging
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Italian Journal of Engineering Geology and Environment, 2 (2014)
© Sapienza Università Editrice
www.ijege.uniroma1.it
simplistic conclusion that, today, these events do not permit to
make predictions about their level of hazard, undermining the
effectiveness of research activities, which rely on prevention-
planning methods.
Research findings, which demonstrate the effectiveness of
studies based on predictive activities, dispute the above conclu-
sion. Therefore, we should firmly counter this trend, owing to
the negative social repercussions that it might have on countries
with high population density and high geological hazards, where
the only right course is political action based on prevention.
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sione costiera, ecc., non per il fatto che gli studi sui Cambiamenti
climatici siano presenti nelle agende del mondo della ricerca, ma
per la semplicistica conclusione alla quale spesso si perviene che,
tali eventi oggi non consentono di formulare previsioni sulla loro
pericolosità
” togliendo efficacia alla ricerca che sviluppa le propria
attività sui metodi di prevenzione-pianificazione.
Questa tendenza, facilmente confutabile dai risultati della ri-
cerca che testimoniano l’efficacia degli studi orientati alle attività
previsionali, deve essere fortemente contrastata per gli effetti socia-
li negativi che avrebbe sui paesi ad alta concentrazione antropica,
e che ricadono nelle zone ad elevata pericolosità geologica, dove
l’unica strada percorribile è costituita dall’azione politica basata
sulla prevenzione.
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